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	<title>dati personali Archivi - SDBA Benefit</title>
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		<title>Smartworking e sicurezza dei dati personali</title>
		<link>https://sdba.it/smartworking-e-sicurezza-dei-dati-personali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Eleonora Mataloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 08:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto Privacy (GDPR)]]></category>
		<category><![CDATA[dati personali]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall&#8217;assenza di vincoli orari o spaziali e un&#8217;organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall&#8217;assenza di vincoli orari o spaziali e un&#8217;organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La definizione di <a href="https://www.studiodellabella.com/digitalizzazione-e-smart-working/"><strong>smart working</strong></a>, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l&#8217;accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l&#8217;accordo individuale e sull&#8217;utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il &#8220;Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile&#8221; nel settore privato fissa il quadro di riferimento, condiviso tra le Parti sociali, per la definizione dello svolgimento del lavoro in modalità agile esprimendo pertanto linee di indirizzo per la contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale nel rispetto della disciplina legale di cui alla legge 22 maggio 2017, n. 81 e degli accordi collettivi in essere, tutto ciò affidando alla contrattazione collettiva quanto necessario all’attuazione nei diversi e specifici contesti produttivi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A sostenere il fenomeno, è la disponibilità di <strong>strumenti digitali</strong> (hardware e software) che facilitano la transizione verso forme di lavoro flessibile e in mobilità. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Un ruolo chiave in questo processo è giocato dalla diffusione di smartphone e dispositivi mobili, così come lo sviluppo delle tecnologie cloud per la condivisione di informazioni e la fruizione di applicativi “as a service”, che permettono di accedere alle risorse aziendali in qualsiasi situazione, sia che si trovino nella loro abitazione sia all’esterno. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La rivoluzione legata allo smart working, però, impone un cambio di prospettiva anche nell’interpretazione della protezione del dato e cyber-security. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Con lo <span style="text-decoration: underline;"><strong>smart working</strong></span>, i dati aziendali non solo transitano su reti che non possono contare sui sistemi di protezione aziendali, come i firewall dedicati, ma in molti casi “attraversano” infrastrutture a cui hanno accesso anche altri utenti (si pensi alla rete domestica). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La conseguenza è un aumento esponenziale della superficie d’attacco, che i cybercriminali possono sfruttare per portare attacchi. Si pensi, solo a titolo di esempio, alla possibilità di un attacco diretto al router domestico che faccia leva su una maggiore vulnerabilità rispetto a quello aziendale. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’utilizzo di device personali per l’attività lavorativa espone i dati aziendali a rischi superiori rispetto a ciò che accade con dispositivi “aziendali”. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per garantire un utilizzo appropriato del dispositivo e la protezione dei dati aziendali è indispensabile utilizzare strumenti che proteggano le informazioni aziendali e il dispositivo stesso attraverso funzioni di <strong>Mobile Device Management</strong> e tra gli altri si ricordano:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400; text-align: justify;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Separazione tra i dati personali e i dati aziendali anche una volta memorizzati sul dispositivo. </span></li>
<li style="font-weight: 400; text-align: justify;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Configurazioni di sicurezza a livello di password / PIN </span></li>
<li style="font-weight: 400; text-align: justify;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Restrizione delle app installabili sul dispositivo secondo policies di sicurezza predefinite. </span></li>
<li style="font-weight: 400; text-align: justify;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Controllo della navigazione attraverso verifica delle URL visitate. L’80% dei lavoratori utilizza applicazioni e servizi non approvati a livello aziendale. </span></li>
</ul>
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