Quando un patrimonio viene abbandonato o nessuno degli eredi manifesta volontà di accettarlo, la legge prevede una soluzione transitoria: l’eredità giacente, istituto previsto dal codice civile per garantire la conservazione dei beni.
Il relativo curatore dell’eredità giacente, nominato dal Tribunale, ha quindi il ruolo di evitare il deterioramento del patrimonio, gestire le urgenze e tutelare gli interessi dei creditori e dei potenziali eredi.
Cos’è un’eredità giacente e quando si verifica
L’eredità si definisce giacente quando nessun chiamato ha ancora accettato formalmente o tacitamente il patrimonio lasciato dal defunto. Può trattarsi di una situazione temporanea, dovuta a incertezza, conflitto tra familiari, o timore di ereditare anche i debiti. Durante questa fase, per evitare che il patrimonio venga abbandonato o si deteriori, il Tribunale può disporre l’apertura della giacenza ereditaria e nominare un curatore.
Curatore dell’eredità giacente: chi è, come viene nominato
Il curatore dell’eredità giacente è un professionista – spesso avvocato o commercialista – nominato con decreto dal giudice competente. La nomina può avvenire d’ufficio o su istanza di soggetti interessati (creditori, potenziali eredi, amministrazioni). Il suo incarico è fiduciario e regolato dagli articoli 528 e seguenti del Codice Civile.
Il curatore ha obblighi molto precisi: deve redigere l’inventario dei beni entro un termine stabilito, amministrare correttamente il patrimonio, adempiere agli obblighi fiscali e rendicontare periodicamente al giudice. La responsabilità è personale e può coinvolgere il curatore anche in caso di semplice negligenza, pertanto è fondamentale che agisca con estrema trasparenza e professionalità.
Tempi, costi e vincoli nella gestione della curatela
L’attività del curatore è soggetta a vigilanza del tribunale e può durare fino a che un erede accetti l’eredità oppure venga dichiarata l’indegnità o si chiuda la procedura per mancanza di attivi. I costi della curatela (compenso, imposte, spese di gestione) sono coperti dal patrimonio ereditario!
Il curatore agisce come ausiliario del giudice, ma deve mantenere rapporti informativi costanti anche con i soggetti potenzialmente interessati alla successione. Gli eredi, infatti, possono in ogni momento accettare l’eredità (pura o con beneficio d’inventario) e subentrare nella gestione, sciogliendo così la giacenza.
Cosa può fare un erede per tutelarsi (o defilarsi)
È possibile ottenere visione dell’inventario e valutare con precisione se l’eredità è vantaggiosa o meno. Qualora risulti prevalentemente passiva, l’erede può rinunciare o accettare con beneficio d’inventario, evitando responsabilità patrimoniali personali. Un supporto legale, come quello esperto di SDBA Benefit, in questa fase è decisivo per evitare errori difficilmente reversibili.
Il ruolo dei consulenti in questi casi è fondamentale e i vantaggi di rivolgersi a uno studio multidisciplinare come SDBA Benefit sono rilevanti. Infatti, l’avvocato guida nella procedura giudiziaria e nella gestione degli atti, il commercialista supporta nella verifica della situazione contabile, mentre il consulente patrimoniale aiuta a valutare opportunità e rischi. La nostra gestione sinergica (e certificata) riduce sicuramente tempi e incertezze.



